RIMINI : OPUSCOLO CONTRO LE SETTE (a cura di Apollonio)
Se il buongiorno si vede dal mattino diciamo che le prime
avvisaglie non sono delle migliori. Il comune di Rimini, a quanto afferma il giornale la
Voce di Romagna, starebbe preparando un opuscolo in collaborazione con il GRIS per mettere
le famiglie al corrente della pericolosita' delle pseudo sette. Fin qui nulla di male se
non fosse che nella categoria "gentaglia pericolosa" sono comprese
addirttura le erboristerie o le librerie specializzate in argomenti esoterici denominate
"centri di aggregazione". Immediata la smentita da parte sia del GRIS che del
Comune di Rimini, ma la notizia riportata sul giornale, permettetemi di dire che lascia a
dir poco sconcertati...che gia siano iniziati dei rigurgiti medievali nelle teste di
qualcuno ??...Ai posteri l'ardua sentenza.
IL GRIS E IL COMUNE SMENTISCONO (testo
integrale)
A chi giova la confusione sulle sette':
rettifiche di GRIS, Comune, Zerbini
Venerdí, 22 aprile 11:39:20 |
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Il Gris diocesano, Gruppo di Ricerca e
Informazione Socio-Religiosa, e il Comune di Rimini inviano delle smentite a un articolo
apparso oggi sul quotidiano "La Voce di Romagna":
A chi giova la confusione attorno a temi così scottanti?
Leggiamo con sorpresa larticolo senza firma pubblicato su La Voce del 22 aprile, in
cui si sostiene che il Comune di Rimini sta preparando un decalogo contro le sette
il quale, secondo lanonimo autore raccoglie lesperienza del GRIS.
Vista linsopportabile confusione che trasuda pressoché da ogni riga del pezzo in
questione, in cui vengono mescolate con gran copia di imprecisioni e distorsioni realtà
settarie, note istituzioni culturali della città ed intere categorie economiche, è
necessario precisare quanto segue:
a) Il GRIS diocesano, pur non essendo contrario ad alcuna collaborazione con Enti
pubblici, non ha hai ricevuto alcuna offerta di collaborazione dal Comune di Rimini né da
Enti ad esso riconducibili, tantomeno per la stesura di testi contro le sette.
b) Qualora questa richiesta ci giungesse ufficialmente, saremo lieti di prenderla
in .adeguata considerazione, ma fino ad oggi è del tutto illecito connettere il nome del
GRIS ad iniziative da esso non approvate ufficialmente.
c) In ogni caso la partecipazione del GRIS ad iniziative congiunte con Enti
pubblici e privati è subordinata al rispetto delle regole fondamentali della ricerca
scientifica, antropologica e storico-religiosa, in modo da evitare quelle confusioni fra
realtà del tutto diverse e inconfrontabili fra loro che appaiono dallarticolo in
oggetto.
In conclusione, la quantità di confusioni e distorsioni ammucchiate in quellunica
paginetta, che coinvolge la nostra Struttura dandone unimpressione di
superficialità del tutto falsa, e senza che in alcun modo lautore abbia sentito il
dovere di verificare direttamente presso di noi la correttezza delle informazioni
riportate, ci fa ritenere che si tratti di un tentativo di gettar discredito sullopera
di informazione e formazione che il GRIS conduce da anni nel territorio Diocesano, con una
serietà ed una fondatezza ben maggiori.
Sullo stesso articolo, arrivano le precisazioni del Comune di Rimini:
Il Comune di Rimini - spiega una nota - non ha patrocinato, non patrocina, non ha
partecipato, non partecipa, non ha promosso e non promuove in alcun modo la realizzazione
del volume oggetto dellarticolo.
Non vè pertanto alcun atto amministrativo e formale che indichi alcun
coinvolgimento del Comune di Rimini nella realizzazione del volume descritto nellarticolo.
Dunque tutte le considerazioni relative al coinvolgimento del Comune di Rimini nella
vicenda sono destituite da ogni fondamento. A questo tipo di manovre non intendiamo
prestare fianco.
E' arrivata anche la smentita del Consigliere Comunale della Margherita Samuele Zerbini:
"Debbo precisare che l'argomento dell'Intervista era "Sètte a San Marino",
tanto che l'estensore dell'articolo si è presentato come appartenente alla redazione di
San Marino. La locandina, i titoli ed i sottotitoli che accompagnano il pezzo non
rispecchiano assolutamente quanto da me affermato all'interno. Preciso altresì che i dati
riportati nella tabella non sono stati da me riferiti, ma presi da una incompleta bozza di
lavoro lasciata sul tavolo e riportati in maniera del tutto erronea: non erano così e non
saranno così.
Una cosa è fare un opuscolo informativo dove si racconta cosa siano le Sètte e come
operino.
Un'altra è dire che il Manzù sia una sètta: cosa falsa e mai da me scritta o detta o
pensata o riferita al giornalista. Infine, l'eventuale pubblicazione di quest'opuscolo è
una proposta che non è mai stata formalizzata al Comune di Rimini: se ciò avverrà in
futuro sarà obbligatoriamente attraverso atti formali, che allo stato attuale non
sussistono e non sono stati avanzati.
Per ora si tratta di un lavoro volontario.
Dispiace soltanto che un tema così importante sia stato trattato in termini
sensazionalistici, travisando i temi, e parlando d'altro che non fosse l'argomento
dell'intervista, ovvero "Le Sètte a San Marino".
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