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BASILICO
LA PIANTA DELLA DOLCEZZA |
Nell'antichitā il basilico era
considerato una pianta divina.In India, patria di origine dell'elegante erba, vi č un
basilico sacro, chiamato tulasi, identificato con la dea della bellezza,
della quiete e dell'armonia, Lakshmi, sposa di Víshnu.
Tulasi, invocata per proteggere dalle malattie, favorisce il concepimento e apre il
cammino verso il mondo celeste, per cui viene deposto religiosamente sul petto dei
morenti.Il basilico č venerato anche dagli shivaiti: Krishna ha adottato quest'erba per
il suo culto.Greci e Romani credevano che per far crescere una sana piantina di basilico
fosse necessario seminarla accompagnando l'operazione con insulti e maledizioni.
A quest'antica usanza si deve il detto proverbiale Cantare il basilico, imprecare contro
qualcuno senza mezze misure.Presso i Romani era il simbolo degli innamorati.Nel Medioevo
per poterlo raccogliere si doveva purificare la mano destra lavandola a tre fonti diverse
per tre volte e adoperare un ramo di quercia, indossando candidi abiti di lino. Erba
apotropaica, usata per allontanare gli spiriti maligni, era usata ai funerali e
nei riti in memoria dei morti.
Nell'Isola di Creta č segno di lutto.Per lungo tempo si era creduto che
fosse altamente curativo nei casi di pazzia e demenza.
Avicenna da Dioscoride e altri, invece, sostenevano che il suo uso provocasse sangue
torbido e malinconico.Nel 1800 alcuni inglesi residenti in India indossavano una collana
realizzata con legno di basilico, credendo che neutralizzasse gli impulsi elettrici
allontanando i fulmini, come sosteneva la religione indų.
Nello stesso periodo, durante le eclissi, il basilico veniva mangiato e messo nelle
riserve d'acqua per prevenire le contaminazioni.Il dottore fiammingo Van Helmont, riteneva
che il basilico tritato lasciato in mezzo a due mattoni si trasformasse in scorpione! Il
basilico ha ispirato il simbolo della Dolcezza e l'impresa :
"Quo mollius, eo soavius" (Quanto pių delicatamente, tanto pių soavemente).
In California č chiamato yerba buena, erba tenera, dolce. In Occidente il basilico ha un simbolismo
erotico.
In Toscana era soprannominato amorino; in Sicilia era il simbolo dell' amore ricambiato,
come nella Roma antica.Al riguardo, la bellissima testimonianza del Boccaccio con una
delle sue novelle pių delicate e ricche di sentimento: Lisabetta da Messina, in cui una
pianta di basilico nasconde il segreto della sfortunata fanciulla. Una novella diffusa in
tutta Italia, denominata in Toscana Il basilicone, narra la storia d'amore, a lieto fine,
tra una ragazza, Caterina, apprendista sarta, che tutte le mattine innaffia una rigogliosa
pianta di erba regale, e il bel principe, che, percorrendo quella strada tutti i giorni,
finisce per notarla, innamorandosene. |
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