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EQUINOZIO DI PRIMAVERA (a cura di Argante)

Oestara,per i celti l'antica Alban Eiler,ovvero Luce della terra.
Arriva dunque l'equinozio di primavera , e di nuovo ritorna l'equilibrio tra Luce ed Oscurita', Notte e Giorno, il perfetto bilanciamento delle forze che poi si ripetera' in occasione dell'Equinozio d'Autnno (Mabon, Alban Elved).
E tale equilibrio non e' stasi (contraria ad ogni tipo di crescita) ma casomai ulteriore spinta verso il raggiungimento del culmine della marea solare.
Se guardiamo alla mitologia celtica, ai Mabinogion, questo e' il momento della vittoria di LLew, Signore della Luce che prevale sul gemello rivale Signore della Notte. Demetra ritrova Persefone, la Grande madre rientra nelle vesti della Vergine.
E accoglie il giovane dio.
Etimologicamente EQUINOZIO deriva dal latino equus nox e significa "uguale notte".
Presso i celti non v'è nulla che lasci intendere importanti festeggiamenti per questo momento, visto e considerato che sia gli equinozi che i solstizi venivano considerati momenti di transizione.
Volendo fare un discorso generale si dovrebbero tener presenti aspetti che appartengono sia a Imbolc che alla successiva Beltane e non potremmo omettere riferimenti alla piu' recente tradizione cristiana.
Ad Imbolc abbiamo il risveglio, a Ostara la crescita e a Beltane la risoluzione, il consumo. Un micro ciclo all'interno di un ciclo piu' esteso.
Costante messaggio dell'Equinozio e' dunque la ripresa, il risveglio, la rinascita, la rigenerazione. Abbiamo cosi' la Pasqua cristiana, la cui data viene fissata proprio in base all'equinozio e ai pleniluni.
E sempre vicino ad Ostara troviamo anche la festa dell'Annunciazione: Maria Vergine riceve Gabriele che le preannuncia la nascita del Dio, che avverra' nove mesi dopo: il 25 dicembre...Inutile sottolineare la nascita del giovane dio pagano della luce in occasione di Yule (nella mia tradizione chiamato Mabon).
Parlando per sommi capi sarebbe saggio omettere nomi e tradizioni, e riferirsi solo ad un principio maschile che, giovane e forte, incontra il fertile principio femminile, e si unisce ad esso nella fondamentale danza dell'unione degli opposti, unica via verso la completezza e la crescita.
Simbolo di fertilita' sopravvissuto al tempo e' il coniglio, ma anche le uova,. Si narra che un coniglietto per far felice la Madre (Eostre) le portasse in dono uova colorate. Ella gradi' molto e chiese al coniglio di farlo anche per gli uomini.
Ecco dunque il ripetersi costante del medesimo messaggio, non solo nelle tradizione pagane sia nordiche che mediterranee, ma anche tra i diversi culti...
Qualcosa su cui riflettere...